Le Comunità Energetiche Rinnovabili trasformano il condominio in un produttore e condivisore di energia, con vantaggi economici e ambientali.
Per molti anni il condominio è stato considerato principalmente come un luogo di consumo energetico: illuminazione delle parti comuni, ascensori, pompe, impianti centralizzati e, sempre più spesso, sistemi di climatizzazione rappresentano voci importanti nei bilanci condominiali. La diffusione delle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) sta però modificando questa prospettiva. Un edificio condominiale può infatti diventare anche un luogo di produzione, condivisione e valorizzazione dell’energia rinnovabile.
Il tema assume particolare interesse anche nel Lazio, dove il patrimonio edilizio è caratterizzato dalla presenza di numerosi condomini, soprattutto nelle aree urbane. L’installazione di impianti fotovoltaici sulle coperture può trasformare superfici fino a oggi scarsamente utilizzate in una risorsa energetica, creando nuove opportunità per ridurre i consumi e favorire la transizione verso un modello più sostenibile.
Che cosa sono le Comunità Energetiche Rinnovabili
Una Comunità Energetica Rinnovabile è, in termini semplici, una forma di aggregazione nella quale diversi soggetti partecipano alla produzione e alla condivisione di energia elettrica generata da fonti rinnovabili. Il modello rientra nel più ampio sistema dell’autoconsumo diffuso, disciplinato da ARERA attraverso il Testo Integrato Autoconsumo Diffuso (TIAD).
La caratteristica fondamentale è che produzione e consumo possono essere coordinati senza che l’energia debba necessariamente essere consumata fisicamente nello stesso momento o nello stesso punto. Attraverso la rete elettrica, infatti, l’energia prodotta dagli impianti viene immessa e quella condivisa viene valorizzata secondo le regole previste dalla normativa.
Per un condominio questo significa poter superare la tradizionale logica del semplice impianto fotovoltaico destinato alle parti comuni. La produzione energetica può diventare parte di un progetto più ampio, nel quale l’edificio assume un ruolo attivo all’interno del sistema energetico locale.
Il condominio può diventare produttore di energia
Il primo passo può essere rappresentato dall’installazione di un impianto fotovoltaico condominiale. La superficie disponibile sul tetto, sulle coperture piane o, quando tecnicamente possibile, su altre parti dell’edificio può essere utilizzata per produrre energia rinnovabile.
Una parte dell’energia può essere destinata direttamente ai consumi condominiali, ad esempio per illuminazione, ascensori, autoclavi o altri impianti comuni. Ma il progetto può andare oltre, inserendosi in una configurazione di autoconsumo collettivo oppure in una vera e propria CER.
Il GSE riconosce infatti specifiche forme di valorizzazione dell’energia condivisa. Per le CER sono previste una tariffa incentivante sull’energia elettrica condivisa incentivabile e una componente di valorizzazione dell’energia autoconsumata, secondo le condizioni stabilite dalla disciplina vigente.
Questo aspetto rende particolarmente interessante la valutazione economica dell’investimento: non si tratta soltanto di produrre energia per abbattere una bolletta, ma di costruire un sistema nel quale l’energia rinnovabile prodotta localmente può generare benefici per una pluralità di partecipanti.
CER e autoconsumo collettivo: due modelli da non confondere
Quando si parla di condominio e comunità energetiche è importante distinguere tra gruppo di autoconsumatori che agiscono collettivamente e Comunità Energetica Rinnovabile. Nel primo caso il riferimento è strettamente legato all’edificio o al complesso edilizio interessato. Il condominio può organizzare una configurazione nella quale i partecipanti condividono l’energia prodotta da uno o più impianti rinnovabili.
La CER ha invece una dimensione più ampia e coinvolge soggetti diversi che partecipano a una comunità secondo quanto previsto dalla normativa e dal relativo atto costitutivo. Anche i condomini possono partecipare a una CER, mentre il GSE prevede inoltre la possibilità che produttori terzi conferiscano mandato affinché l’energia immessa dai loro impianti rilevi ai fini dell’energia condivisa incentivabile.
La scelta del modello non dovrebbe quindi essere effettuata esclusivamente sulla base della disponibilità di una superficie per installare pannelli fotovoltaici. Occorre valutare dimensioni dell’impianto, profili di consumo, caratteristiche della rete, soggetti coinvolti, obiettivi economici e modalità di gestione.
Il ruolo dell’amministratore di condominio
In questo scenario l’amministratore di condominio assume un ruolo centrale. La realizzazione di un impianto fotovoltaico e, soprattutto, l’eventuale partecipazione a una configurazione energetica condivisa richiedono infatti un’attenta attività di analisi, coordinamento e informazione.
L’amministratore può innanzitutto favorire una prima valutazione tecnica ed economica, raccogliendo i dati relativi ai consumi delle parti comuni e verificando le caratteristiche dell’edificio. È inoltre importante coordinare il confronto con progettisti, installatori, consulenti energetici e soggetti che possano supportare il condominio nella costituzione e gestione della configurazione.
L’assemblea condominiale deve poter deliberare disponendo di informazioni comprensibili e sufficientemente complete. Non basta quindi presentare il progetto come un semplice investimento nel fotovoltaico: è necessario spiegare quali siano i costi iniziali, quali benefici siano prevedibili, come venga gestita l’energia e quali siano le responsabilità dei diversi soggetti coinvolti.
In particolare, prima di procedere, è opportuno verificare:
- caratteristiche e capacità della copertura
- producibilità stimata dell’impianto
- consumi elettrici del condominio e profili temporali
- costi di realizzazione e manutenzione
- modalità di accesso agli incentivi e di valorizzazione dell’energia
- struttura organizzativa e soggetto responsabile della gestione
La qualità della fase preliminare è determinante perché consente di evitare investimenti sovradimensionati o progetti costruiti esclusivamente sull’aspettativa di incentivi elevati.
Quali vantaggi può offrire una CER condominiale
Il primo beneficio potenziale è naturalmente economico. Produrre energia rinnovabile localmente può contribuire a ridurre il ricorso all’energia acquistata dalla rete e, nel caso di configurazioni che prevedono la condivisione, consentire di accedere alle forme di valorizzazione previste dal sistema.
Esiste poi un beneficio ambientale. Un maggiore ricorso all’energia prodotta da fonti rinnovabili contribuisce alla riduzione delle emissioni associate ai consumi energetici e favorisce la progressiva decarbonizzazione del patrimonio edilizio.
Ma la dimensione economica e ambientale non esaurisce il valore di una comunità energetica. Una CER può infatti diventare anche uno strumento di partecipazione e collaborazione territoriale, mettendo in relazione condomini, famiglie, attività economiche, enti locali e altri soggetti interessati alla produzione e alla condivisione di energia rinnovabile.
Per il condominio questo può rappresentare un’evoluzione significativa: da semplice consumatore di energia a soggetto attivo della transizione energetica.
Fotovoltaico, accumulo e gestione intelligente dei consumi
Il progetto può essere ulteriormente sviluppato attraverso l’integrazione tra produzione fotovoltaica, sistemi di accumulo e tecnologie digitali. Le batterie possono consentire di utilizzare in un momento successivo una parte dell’energia prodotta dall’impianto, mentre sistemi di monitoraggio possono aiutare a conoscere in modo più preciso consumi e produzione. In prospettiva, anche dispositivi intelligenti e sistemi di gestione possono favorire l’utilizzo dell’energia nei momenti più convenienti.
Per un amministratore, questo significa affrontare la questione energetica non più come una semplice voce di spesa, ma come un ambito da monitorare attraverso dati, indicatori e manutenzione programmata. È però fondamentale ricordare che l’installazione di un impianto non garantisce automaticamente la convenienza economica di una CER. La progettazione deve essere coerente con i consumi effettivi e con le regole applicabili alla specifica configurazione.
Le opportunità per i condomini del Lazio
Nel Lazio il tema delle CER si inserisce in un percorso più ampio di riqualificazione del patrimonio edilizio. L’elevata presenza di edifici condominiali rende particolarmente interessante l’utilizzo delle coperture per la produzione di energia rinnovabile, soprattutto quando gli interventi vengono coordinati con altri lavori di efficientamento.
Una riqualificazione energetica può quindi diventare l’occasione per ragionare contemporaneamente su isolamento dell’edificio, impianti efficienti, fotovoltaico, sistemi di gestione dei consumi e partecipazione a configurazioni di autoconsumo.
Va inoltre considerato che il quadro degli incentivi e delle regole è articolato e soggetto ad aggiornamenti. Le Regole Operative del sistema CACER disciplinano sia la tariffa incentivante sia, in determinate condizioni, i contributi in conto capitale collegati al PNRR. Le modalità e i requisiti devono essere verificati sulla base della disciplina vigente al momento della realizzazione dell’intervento.



